Web e Marketing: un'accoppiata vincente


Secondo i dati Nielsen relativi al primo trimestre 2017, gli investimenti nel mercato pubblicitario sono in calo del 1,6% rispetto al primo trimestre 2016, ma andando ad analizzare i numeri nel dettaglio vediamo che mentre sono in forte calo gli investimenti pubblicitari nella stampa e nella tv i dati sono piuttosto altalenanti, ma chiudono comunque con un +0,6%, il mercato del marketing digitale cresce del 2% rispetto all'anno precedente.

Secondo un'altra ricerca gli investimenti pubblicitari degli operanti nel mercato del lusso sono in costante crescita in tutti i media, ma si prevede che circa l’87% della crescita della spesa pubblicitaria tra il 2016 e il 2018 sarà dovuto proprio al digital. Entro il 2018 il web sarà il media più utilizzato per la comunicazione del lusso, arrivando a raggiungere una quota del 30,6%, superando la tv che si attesterà al 29,9%.

La pubblicità digitale stà crescendo, attirando sempre più gli investimenti delle aziende, per il semplice motivo che funziona.

Ormai il web è sempre con noi, letteralmente in tasca, ne facciamo un uso sempre più frequente e l'attenzione che dedichiamo al piccolo schermo è maggiore di quella che dedichiamo alle interruzioni pubblicitarie in tv e sui giornali. La sensazione è che mentre la pubblicità in tv, che interrompe la nostra serie tv preferita, sia mal tollerata, i piccoli banner pubblicitari non intrusivi che troviamo su una pagina web vengano percepiti quasi come un servizio aggiuntivo. (gli advertising non intrusivi, che non occupano il testo, che non bloccano le pagine ecc).

Il web offre ai pubblicitari qualcosa che tv e radio e soprattutto la carta stampata, non possono offrire: la pubblicità personalizzata.  Si parla tanto male della profilazione degli utenti, dei cookie che raccolgono dati personali, ma diciamo la verità: non sento invasa la mia pricacy e visto che il banner pubblicitario è essenziale per l'esistenza del sito web che visito tutti i giorni, sono più contento che mi proponga qualcosa di mio interesse piuttosto che pubblicità a caso.

e si prevede che circa l’87% della crescita della spesa pubblicitaria tra il 2016 e il 2018 sarà dovuto proprio al digital. Entro il 2018 il digital sarà il media più utilizzato per la comunicazione del lusso, arrivando a raggiungere una quota del 30,6%, seguito dalla tv con il 29,9% e dalla stampa con il 29,7%. 
Scopri di più su http://www.engage.it/ricerche/nel-2018-il-digital-sara-il-media-principale-per-gli-investimenti-adv-del-lusso/105943#UGwZmVzxltdKHXY5.99

 



Ma una cosa è quando la pubblicità non da fastidio ed è interessante per l'utente, un'altra quando diventa virale, altra caratteristica su cui può contare il marketing digitale rispetto ai media tradizionale.

Ice bucket challenge

Virale significa che un video, un'immagine, un meme viene condiviso sui social in un numero esponenziale rispetto alla normale fruizione dei contenuti web.  Virale significa che troviamo il messaggio ogni volta che accediamo ad internet sulle bacheche facebook dei nostri amici, che inconsapevolmente diventano un mezzo pubblicitario, in una ramificazione che può assumere livello globale.

Nell'articolo "6 esempi di campagne di marketing di grande successo" di Antenvenio Italia vengono analizzate alcune comunicazioni social di grande successo, virali, che tutti abbiamo avuto modo di vedere e condividere dai nostri dispositivi mobili e non.

La caratteristica che accomuna le grandi campagne virali è l'utilizzo di un testimonial famoso. La pubblicità ha evidentemente avuto poca innovazione dalla tv al web: il VIP funziona sempre.

Però nelle campagne virali il testimonial conosciuto viene 'smontato' e riproposto in un contesto diverso da quello conosciuto: per la campagna "IceBucket Challenge" Mark Zuckerberg e tutti gli altri personaggi famosi che hanno accettato la sfida, si rovesciano un secchio di acqua gelata in testa. La reazione è stata sscioccante più per gli utenti del web che per i VIP bagnati tanto che la staffetta social ha pervaso internet e furono creati oltre 142 milioni di risultati su Google ed in una sola settimana i video sono staticondivisi su Facebook quasi 2 milioni e mezzo di volte.

Sul web gli utenti cercano divertimento e relax, se questi sono contenuti in un messaggio pubblicitario va bene lo stesso e se i creativi sono bravi a creare un contenuto divertente e virale, con un minimo di investimento pubblicitario si può raggiungere un pubblico mondiale.



Articolo tratto da: Palinsesto - non c'è più la tv - http://palinsesto.altervista.org/
URL di riferimento: http://palinsesto.altervista.org/index.php?mod=read&id=1497776445